ago 10
27th April
Lasciamo l’Abel Tasman NP con una pioggia battente cosi’ che non rimpiango il non essermi fermata un giorno in piu’ e aver invece deciso di seguire il gruppo.
L’autista e’ un po’ imbruttito perche’ ha giusto scoperto che ha preso una multa per eccesso di velocita’, l’ennesima che porta i punti sulla sua patente a quota ZERO, con conseguente sospensione della stessa; il tutto sara’ operativo in un paio di settimane ma praticamente sto viaggiando su un pulmann al cui autista hanno ritirato la patente…e non e’ bello!
A pensarci bene la cosa non mi sorprende molto visto che il mio stomaco, con un glorioso passato da vomitino, e’ continuamente messo a dura prova dalla guida sportiva del cocchiere anche se sono perennemente seduta in prima fila.
In giornata facciamo alcuni stop per brevi camminate anche se il tempo e’ inclemente e in serata arriviamo a Barrytown, paese che sulla mia guida non esiste neanche. Lo Stray bus fa questo tipo di fermate notturne (ero stata avvisata al momento dell’acquisto del pass) in posti minusculi appena dopo o appena prima di centri piu’ popolati, ci si ferma in un pub che fa anche da ostello e che in genere, per chi vuole, propone una cena cheap (10 NZ$) e che e’ anche l’unica cosa che si puo’ trovare nel raggio di qualche miglio.
In Barrytown il “contratto” con quella che definirei osteria piu’ che ostello, prevede una serata in maschera scegliendo tra un abbondante numero di improbabili vestiti forniti direttamente dai proprietari.
Nel pub siamo praticamente solo noi del bus e non siamo neanche tanti. Io partecipo solo per meta’ della serata con un vestito tutto rosa da “donzelletta vien da la campagna” ma poi mi defilo presto.

28 Aprile
Il giorno dopo l’autista si presenta mezzo fradicio perche’ ha dormito sotto un albero o una tettoia, con le calze fradice e una bottiglia di Jack Daniel sotto il braccio a cui si vede il fondo.

In mattinata ci dedichiamo al Bone Carving che consiste nel confezionare un nostro personale ciondolo dall’intaglio e incisione da un pezzo di osso e adesso mentre scrivo mi viene in mente che non so bene a quale animale provenga ma spero sia proprio da un animale! La cosa magica e’ che un qualcosa di obrobrioso come il mio ciondolo, dopo una ritoccatina di mastro Ciligia e dopo la lucidatura si trasforma in una meraviglia della bigiotteria!

Nel pomeriggio si guida, si guida, si guida giu’ per la tortuosa west coast con l’occhio spendo del cocchiere fino a raggiungere Franz Josef punto di partenza per le camminate sui ghiacchiai. Al centro informazioni la lavagna con le previsione del tempo per il giorno dopo non ha buone notizie ma noi si prenota lo stesso.
Il backpackers dove ci fermiamo e’ all’apparenza carina ma ahime’ e’ solo una facciata, ben presto si rivela il primo ostello cesso della NZ.
I principali motivi sono che: UNO e’ sosta anche di tutti gli altri bus e soprattutto del famigerato Kiwi Experience nonche’ bus di teenagers inglesi; DUE in cucina non ci sono abbastanza sedie per tutti, idem per forchette e quant’altro; TRE e’ pieno di odiosi moscerini! Questa cosa non me l’aspettavo proprio visto che fa freddo ma dall’Abel Tasman NP queste bestiacce ci perseguitato e forse il fatto di essere dentro e fuori da foreste pluviali doveva farmi immaginare qualcosa!

29 Aprile
Allora e’ il giorno fatidico della camminata sul ghiacciaio e diluvia.
Il giorno prima ci avevano detto di portarci un cambio asciutto e io uso il mio ancora prima di salire sul minibus visto che dal backpackers al centro informazioni mi sono completamente lavata.
Prima di partire si viene bardati di pantaloni, giacca, berretto, guanti, scarponi e ramponi.
Si percorre un breve tragitto col bus, si viene divisi in sottogruppi e poi si inizia una camminata in mezzo al bosco, il percorso e’ del tutto fangoso e scivoloso e la mia guida e’ un emerito idiota visto che si lamenta che non stiamo uniti e che quando lui dice una cosa la dice seriamente e lo fa per la nostra incolumita’ e poi sorride e dice: cool banana! ma forse non ti viene in mente che se rallenti un attimo ti seguiamo meglio razza di esaltato!
Comunque sara’ il passo non troppo lento, sara’ che diluvia, sara’ che mi hanno fatto mettere settanta strati di vestiti termici anti vento anti pioggia e anti respiro ma ho gia’ il fiato corto e di sti ghiacciai non mi frega gia’ piu’ niente.
Dopo circa un’oretta di profondo umido arriviamo ai piedi del ghiacciaio dove ci fanno mettere i ramponi e ci dividono in ulteriori sotto gruppi. Io scappo dalla guida esaltata e mi metto nel gruppo intermedio, ci dicono che dobbiamo aspettare perche’ per le condizioni del tempo le altre guide stanno facendo piu’ sicuro il percorso picconando di qua e di la’. Nel mentre sono passate almeno due ore e non ha ancora smesso di diluviare.
Si parte e praticamente si cammina sul ghiaccio che e’ un piccolo torrente. Dopo circa venti minuti con continue soste ci dicono che no, si torna indietro l’escursione e’ cancellata. Io non piango di certo, era tutto cosi’ scivoloso che mi il tutto mi sembrava anche un po’ pericoloso.
Ritorniamo a valle e mentre ci togliamo i ramponi la prima guida dice: piegali cosi’, legateli cosa’, metteteli nella sacca , bla bla ma la seconda guida ci dice: toglieteli e basta e vediamo di andare via di qui il piu’ presto possibile.
Siamo cosi’ il primo gruppo a ridiscendere. Viene giu di maledetto e arrivati ad attarversare il fiume che un’ora prima abbiamo passato sui sassi ci viene detto che le guide ci faranno guadare ma saranno loro ad guidarci noi non dobbiamo aggrapparci a loro. Il fiume e’ del tutto in piena e la corrente e’ forte; io sono l’ultima a passare con l’acqua fino a meta’ gamba e le braccia tese in avanti come a dire: io non mi aggrappo a voi ma qualcuno mi prenda! Negli ultimi due passi vengo completamente presa per la giacca e sollevata.
Passato il nostro gruppo le guide si riuniscono in cerchio dall’altra parte del fiume dove tutti gli altri aspettano. E’ troppo pericoloso e li fanno tornare indietro. Noi siamo salvi, siamo passati, siamo dall’altra parte e guardiamo gli amici ai piedi del ghiacciaio. La mia guida dice che noi continuiamo e gli altri dovranno probabilmente aspettare che la pioggia diminuisca ma nel mentre si sentono anche i primi tuoni.
Il percorso non e’ lo stesso dell’andata visto che prima avevamo costeggiato il fiume ora impraticabile.
Chiediamo se capita spesso e la guida dice che raramente cambia cosi’ in fretta e il fiume si ingrossa cosi’ tanto in poco tempo.
Camminiamo letteralmente in mezzo a torrenti che sono diventati fiumi senza avere la minuma idea di dove stiamo appoggiando i piedi. Arriviamo in punti dove ci sono delle scale a pioli fissate a rocce, si sale e si scende mentre sopra le nostre teste si formano delle cascatelle naturali per la pioggia abbondante. Ormai non pensi piu’a tutto quello che hai nel tuo zaino e cammini in mezzo all’acqua sperando di non scivolare. Sono contenta che nessuno intorno a me capisca la mia lingua perche’ di parolaccce, in italiano ne ho dette ma ne ho dette tante e ad alta voce!
Dopo circa una mezz’oretta ci ricongiungiamo al percorso del mattino nel bosco che e’ un fango unico e in quel momento sentiamo e vediamo l’elicottero e la contentezza per aver passato il fiume di pochi minuti prima si trasforma in incazzatura e invidia perche’ gli altri sono stati evidentemente messi in salvo dall’elicottero, sti gran c**i!
Risaliamo sul minibus e un’altra guida ci dice: “did you have a good day? io penso che ci prenda in giro e invece tutti: yes, good! E lui: ‘it was great a bit of adventure!”
Ma qui sono tutti matti, io oltre che stanca e sfinita sono anche un po’ incavolata visto che tutto cio’ poteva essere largamente evitato semplicemente non facendo partire alcun tour quel giorno e basta. arrivati in paese ci rimborsano del 70% perche’ un pezzettino di ghiacciaio l’avevamo fatto. Siamo tutti troppo stanchi per protestare e l’unica cosa che vogliamo e’ solo una doccia calda ma parlando con gli altri ragazzi del mio bus siamo tutti d’accordo: hanno messo un bel po’ di gente in una situazione che poteva essere pericolosa e solo per non smenarci i soldi anche se sapevano benissimo fin dall’inizio che sarebbe andata cosi’.
Pomeriggio passato a non fare niente visto che diluvia, l’ostello non ha spazi comuni e per di piu’ c’e’ il black out per 3 ore, cosi’ anche la mia idea di rifugiarmi in un internet svanisce.
Domani si riparte e anche se questo e’ per tutti uno dei posti piu’ belli della NZ e la camminata sui ghiacciai una delle esperienza piu’ impressionanti fatte qui, io sono contenta di andare. A volte e’ cosi’ il tempo e le situazioni fanno molto e cambiano le cose, tutto diventa soggettivo; poteva essere indimenticabile e in effetti lo sara’ anche se con una nota negativa. Il ghiacciaio per me e’ archiviato e adesso voglio solo ripartire e un po’ di sole!!


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2 Commenti a “NZ – West coast e ghiacciai”

  1. riccardo Dice:

    molto simpatico il racconto, reso interessante e gradevole da un buono stile di scrittura che si accosta molto a quello di alcuni romanzieri di successo. Complimenti

  2. ireneso Dice:

    grazie!
    chissa che il primo commento non mi faccia tornare a scrivere e finalmente completare il racconto del mio viaggio in NZ…

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