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…ma poi e’ successo che anche sabato c’era il sole e soprattutto di fronte al mio ostello c’era un mercatino mooolto carino con musica, cibo e artigianato.
e’ un mercato che c’e’ ogni w-e all’art centre, un complesso di edifici storici a corti e chiostri, sede anche dell’universita’, di spazi mostre, un cinema e una scuola di ballo.
ho fatto un giro e mi sono comprata un cappello di lana che una signora simpatica faceva a mano, poi mi sono diretta in una di queste agenzie che fanno prenotazioni senza costi aggiunti, ho comprato un pass con lo Stray bus che comprende tutta l’isola del sud e parte dell’isola del nord perche’ con lo sconto del 30% costava meno che comprare solo l’isola del sud. ho preferito quella compagnia ad un’altra che si chiama Magic perche’ due persone su due mi hanno detto che la stray fa tappa per dormire in posti piu’ piccoli e meno popolati e durante il percorso ci sono stop per fare qualche camminata.
la cosa implica che si fa piu’ vita di gruppo rispetto all’altra ma incrocio le dita e vediamo come va.
(esiste anche un’altra compagnia di bus con lo stesso principio del Hop on-Hop off e si chiama Kiwi Experience ma e’ notoriamente infestata solo da teenagers inglesi!)
Il primo bus disponibile parte lunedi’ quindi mi tocchera’ rimanere un giorno in piu’ a Christchurch. La cosa onestamente non mi dispiace; mi ci vuole sempre un po’ per carburare prima di partire, questi giorni a vagabondare per questa piccola citta’ so che mi faranno bene e sento che mi servono per rilassarmi ed entrare nella mentalita’ viaggio che spero di raggiungere presto.

Prima di lasciare Melbourne ero un po’ preoccupata di questo : un po’ preoccupata perche’ la decisione di partire e starmene in giro qualche mese era stata presa un bel po’ di tempo prima e al momento della partenza non ero piu’ sicura di avere quell’energia o meglio non ero piu’ nel « voglio mettere lo zaino in spalla e andare ».
Un po’ come quando ero arrivata a Perth e me ne ero stata due settimane a girovagare senza fare nulla, essenziali per togliermi quello stress e liberarmi quella sensazione del « devo fare » che ti prende quando passi dal avere mille cose a cui pensare a un semplice nulla ; riempire il tempo che fino al giorno prima rincorrevi e non bastava per tutto quello che avevi in testa ; scrollarsi tutto di dosso e svuotare la mente perche’ serve spazio per fare entrare tutto quello che si incontrera’, vedra’ e imparera’ da li’ in poi.
Quindi altri due passi lungo il fiume e nella piazza della cattedrale : e’ sabato sera ma non me rendo conto fino a prima di andare a letto : la perdita della cognizione del tempo e’ gia’ iniziata ed e’ un buon segno.

La domenica e’ un’altra incredibile bella giornata di sole ma la mattina mi tocca fare bagagli e spostarmi perche’ pensando di partire non avevo prenotato in anticipo una notte in piu’ e quando ho deciso di rimanere l’ostello era gia’ pieno.
Attraverso la citta’ con il mio zaino che ad ogni passo mi fa maledire ogni minima cosa messa dentro (pensavo di essere stata brava e compatta stavolta !) e arrivo al Central YHA che come tutti gli ostelli della catena e’ grande, pulito, ordina e un po’ impersonale ma per una notte direi che e’ l’ideale ed e’ anche un dei punti del pick up del bus per il giorno dopo. Inoltre –nota positiva- in questo ostello trovo finalmente il riscaldamento centralizzato ; mi riservo di dare ancora un po’ di tempo a questo paese ma per quello che ho visto in giro ho capito che non funziona diversamente dall’Australia e cioe’ : fa un freddo cane ma il loro modo di riscaldare e’ qeullo di mettere una stufetta elettrica nelle camere da letto ; ergo : nei corridoi, bagni, spazi comuni si gela !
E qui non hanno scuse, qui e’ dichiarato, qui e’ cosa risaputa : in Nuova Zelanda fa freddo ! non posso nascondersi dietro uno stereotipo come succede a Melbourne dove l’inverno e’ inverno ma siccome siamo in Australia si pensa che siamo tutti surfisti tutto l’anno ad arrostire al sole ! No, no qui si viene per sciare quindi cacciate fuori un cavolo di termosifone porco mondo !!!
Chiusa parentesi

Domenica tranquilla direi : ancora mercatino, ancora quattro passi e visita alla National Gallery interessante piu’ per la strutture che per quello che espone.
Non ho fatto nessuno vita notturna ma gironzolando verso ora di cena in cerca di un buon take-away mi rendo conto che ci sono tanti locali e ristoranti carini, un voto decisamente positivo a questa citta’, direi che non mi dispiacerebbe viverci per un po’.


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